Valtellina, sottozona Grumello: il legame con la terra è evidente ed è già nel nome, dal latino grumus, poggio o collina. In realtà qui si tratta di montagna, ovvero di Alpi. Sono le Alpi Retiche, dove il Nebbiolo ha messo dimora da millenni. Siamo a Montagna in Valtellina, in una porzione di verticalità tra Sondrio e il Castel Grumello, ovvero il Castello de Piro, fortezza eretta tra il XIII ed il XIV secolo dal ghibellino Corrado De Piro, dal 1990 ricompreso nel Patrimonio FAI.

Giorgio Gianatti nella sua Vigna Sassina
Qui Giorgio ha il suo mondo, intorno al cru Vigna Sassina: poco meno di due ettari, all’interno dei quali Giorgio conosce e riconosce la storia di ogni singola pianta. Perché questi luoghi parlano di Giorgio, del suo amore per il lavoro di viticoltore, della sua straordinaria capacità di manutenere la vigna e proteggere l’ambiente.

Le scelte in vigneto dal punto di vista della conduzione sono improntate alla lotta integrata, con l’uso di protezioni chiamate minigonne (che ricordano la forma di un piccolo ombrello) per combattere la nottua e di speciali laccetti per la confusione sessuale contro tignola e tignoletta.


I sistemi di lotta integrata: le minigonne e i laccetti per la confusione sessuale
Era il 1983 quando Giorgio, giovanissimo (a soli 21 anni, classe 1962), cambia il destino dell’attività di famiglia come allevatore e agricoltore e sente la chiamata del Nebbiolo, ma anche di Pignola e Rossola, due vitigni nativi del territorio, di cui Giorgio dispone in una manciata di filari. Sceglie di diventare viticoltore, ogni giorno felice di questa scelta.

Un giovanissimo Giorgio Gianatti in vendemmia
Esce la sua prima etichetta, il suo Grumello, seguito dal San Martino: uve in perfette condizioni, allevate tra i terrazzamenti che Giorgio cura con una passione e una competenza rare. La Sassina raggiunge pendenze anche oltre il 50%, e in quel percorrere dal basso verso l’alto la vigna e viceversa, Giorgio non sembra avvertire alcuna fatica, abituato non solo al lavoro all’aperto, ma a svolgere in assoluta autonomia qualunque incombenza e attività in vigneto e in cantina. In vigna ci sono ulivi, agavi, cactacee e myosotis, i famosi “non ti scordar di me” alla base dei filari, caratterizzati da totale inerbimento.

Gli ulivi tra le vigne della Sassina
I fichi d’India crescono spontaneamente tra i muretti delle vigne di Giorgio, a testimonianza di un microclima che regala un fascino mediterraneo a questi vini alpini. Giorgio ha costruito i muretti, le stradine con cui riesce a passare con il suo trattore durante la vendemmia e un casello in pietra viva dove può organizzare le degustazioni in vigna. Giorgio fa tutto, e non si tratta di un modo di dire: lo fa con quello straordinario spirito e senso di impegno, lavoro e rispetto per tutto ciò che è bellezza. Come modalità di allevamento ha scelto l’archetto valtellinese e non il Guyot classico: tradizione, esattamente come si faceva una volta. Qui il capo a frutto, non è disteso sul filo portante, ma viene piegato verso il basso sino a formare un arco, per poi essere legato al fino sottostante e ripiegato sulla base del ceppo. Giorgio sostiene che in questo modo il Nebbiolo benefici di maggiore illuminazione e ventilazione.

Le pendenze della Vigna Sassina
I vini
Grumello e San Martino sono due Valtellina Superiore Grumello DOCG: per entrambi questi vini, le cui uve vengono raccolte rigorosamente a mano, Giorgio prevede un passaggio in legno di rovere, preceduto da un periodo di maturazione in acciaio per circa 18 mesi. Botte grande per il Grumello e tonneau da 550 litri per il San Martino: il primo vinifica uve fresche, mentre il secondo prevede l’impiego di uve sottoposte ad un appassimento di circa 40 giorni. Il nome del vino indica infatti la data in cui le uve vengono tradizionalmente vinificate (l’11 novembre), terminato il periodo di appassimento. Una sorta di mini-Sforzato per un vino di grande eleganza, struttura e straordinaria persistenza. Il Grumello è un vino ammaliante a cominciare dal colore: croccante e dalle trasparenze cromatiche del vitigno, giocate sulle mille sfumature del rosso granato, ha in sé la croccantezza delle componenti fruttate, la finezza della rosa canina e della viola mammola, e delicate speziature di chiodi di garofano, cannella, ginepro. Un vero ruscello di montagna, un vino con la schiena dritta e dall’immensa generosità. Un vino che assomiglia a Giorgio Gianatti. Le annate più indietro nel tempo regalano sensazioni di tabacco, pellame, cacao e sbuffi mentolati. Sono vini sottili e sapidi, in cui l’eleganza vince sempre sulla muscolatura. Freschezza, slancio e dinamismo non mancano mai, a conferma della perfetta sanità delle uve e della straordinaria vocazione di questi luoghi per la produzione di vini di eccellenza.



I vini in degustazione con Giorgio
Da qualche anno Giorgio ha realizzato un terzo vino, il suo Rosso di Valtellina: 6 mesi in acciaio e 18 mesi in botti di legno di castagno, nel pieno rispetto della tradizione locale.

Nel 2024 Giorgio Gianatti ha avviato un importante restyling a livello di packaging del Rosso e del Grumello: per raccontare di sé e del suo vino ha scelto di mettere in etichetta la sua Vigna Sassina. Il mondo e il cuore di Giorgio non hanno confini, ad eccezione del perimetro delle sue vigne!

Le nuove etichette del Rosso di Valtellina e del Grumello
Giorgio Gianatti – via dei Portici 82, Montagna in Valtellina (So)
Contatto aziendale: 328.5682299 – gianatti.giorgio@alice.it