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Luca Balgera in Valtellina presenta Gèra

Nasce il Metodo Classico Rosé da uve Nebbiolo in purezza della cantina Balgera in Valtellina.

Il rosa piace sempre di più e, se in versione sparkling, diventa immediatamente protagonista. Luca Balgera e la sua Azienda Agricola a Chiuro in Valtellina firmano Gèra, il nuovo Metodo Classico da uve Nebbiolo delle Alpi in purezza. Una bollicina di montagna, che fa dell’eleganza del vitigno e della freschezza dell’ambiente alpino i punti di forza. Un vino che intende testimoniare la contemporaneità di un Metodo Classico in Valtellina, mantenendo il legame della cantina Balgera Wines con la filosofia e lo stile della cantina.

La cantina Balgera

Una delle realtà con le radici più antiche del territorio: 1885 è l’anno di fondazione. Chiuro – in provincia di Sondrio – è il quartier generale, nel palazzo storico che risale ad uno dei patrioti di Giuseppe Mazzini, Maurizio Quadrio: dieci ettari di vigneti in proprietà nei comuni di Teglio, nel cuore della Valgella, a Triasso nella Sassella e in località Dossi Salati nel Grumello, a cui si aggiunge il contributo di alcuni conferitori con cui il legame di fiducia e collaborazione è in essere da anni. Un storia di qualità e di famiglia, dove casa e cantina non sono un modo di dire, ma la realtà e la prossimità di chi vive il mestiere di vignaiolo con amore e passione, senza distinzione tra il “personale” e il “professionale”: con Paolo Balgera e i figli Luca, Enologo, e Matteo, responsabile marketing, siamo alla quinta generazione di vignaioli.

Gèra, il Metodo Classico firmato da Luca Balgera

In un mondo di rossi (e uno spumante Charmat da uve Nebbiolo per il 70% e Chardonnay per il 30%, il Villa Quadrio), il desiderio di confrontarsi con un nuovo vino e di dare il via alla sperimentazione di un Metodo Classico non sono mancati. Luca Balgera sentiva il desiderio di creare un nuovo vino, cimentandosi con una metodologia di spumantizzazione molto tecnica come quella della rifermentazione in bottiglia. Al centro il Nebbiolo delle Alpi, sigillo del patto di fede che la cantina Balgera ha firmato con il territorio: come accade in questi casi si inizia, si prova, si immagina e ci si sorprende. Tutto ha inizio nel 2020: le uve selezionate arrivano da alcuni vigneti del Tiranese: una notte di macerazione pellicolare e poi Luca procede alla vinificazione in rosa ricorrendo al salasso. Il tiraggio viene effettuato nel 2021 e la sboccatura è del 31 ottobre 2024: 40 mesi sui lieviti. 400 bottiglie che sono la sua numero zero.

Luca è soddisfatto, e il percorso di ricerca e di sperimentazione prosegue: trovare il giusto equilibrio tra acidità, zuccheri, tannini, corretto timing nella maturazione delle uve, eleganza e piacevolezza non ha fine. La scelta è per non effettuare il dosaggio: Nebbiolo senza filtri, così com’è, senza alcun ricorso allo zucchero. Il risultato piace, al punto che la famiglia Balgera decide di mettere a dimora un nuovo vigneto sulla sponda orobica della Valtellina, esattamente di fronte al cru Pizaméi nella Valgella, che dà il nome ad una delle referenze di punta della cantina. 2000 metri di vigna destinati alla produzione di questo Metodo Classico, su terreni in origine destinati a meleti e con suoli pochi profondi sul ghiaione cosiddetto della Margatta. Gèra è il toponimo di questa zona, che peraltro ha una immediata assonanza con Balgera, il cognome della famiglia. Essenziale l’etichetta, nera con caratteri rosa, su cui domina un profilo stilizzato di Alpi e terrazzamenti. Forma che è anche sostanza.

La degustazione

Il confronto avviene con la prima annata del Gèra, la 2020, e con il millesimo 2022: due millesimati per due Metodo Classico tra loro molto diversi, a testimonianza che di percorso e di ricerca si tratta.

Annata2020

Il colore è ramato, terso e luminoso: la bollicina è finissima con un’effervescenza molto delicata. Al naso lampone e mirtillo rosso, con note eleganti e slancianti di agrumi (cedro e bergamotto) e ricordi vegetali di erbe aromatiche come timo limonato, erba medica, melissa e lavanda. Al palato una elegante nota sapida e una sensazione leggermente talcata: pietra focaia e roccia bagnata per una chiusura che nulla ha di amaricante. Struttura, lunghezza e tridimensionalità del sorso. Per essere la numero zero, decisamente un risultato interessante.

Annata 2022

La sboccatura è avvenuta sempre il 31 ottobre 2024, con una sosta sur lie di 15 mesi. Il calice è diverso rispetto all’annata precedente: il colore è più intenso, con una virata cromatica che ricorda il rosa salmone, e il naso è molto più “frutto”: meno note vegetali e più ricordi di fragolina di bosco, di melograno e di pompelmo rosa. Calice elegante e cangiante, di ottima intensità luminosa, con una spuma tersa e una bollicina puntiforme di ottima numerosità e persistenza. Note floreali di lavanda, di vaniglia e di pepe bianco regalano freschezza al bouquet olfattivo. Il sorso è agile, immediato, freschissimo, con un’acidità vibrante e tesa, piacevolmente detergente: in chiusura sbuffi di menta e di confetto, con un finale dinamico, elegante e di notevole attrattiva. La gradazione alcolica è di 13% in volume; il costo in cantina è di Euro 25,00.

La degustazione non poteva che terminare con un rosso: il Maferìn Valtellina Superiore Valgella, altra recente creazione di Luca Balgera da uve allevate nel comune di Teglio ad una quota intorno ai 400 metri s.l.m.: l’annata 2020 è piacevolissima, agile, freschissima. Un Valtellina Superiore giocato sull’immediatezza di beva, in grado di chiacchierare con naso e palato del degustatore senza metafore, schietto e autentico. Filigranato nel colore, elegante e brillante, è floreale con ricordi di viola mammola e sbuffi freschissimi di arancia sanguinella. Acciaio e 12 mesi in botti di rovere da 5 ettolitri per un sorso succoso e saporito. Il Maferìn conquista senza giri di parole: ha l’aspetto di un vino contemporaneo, anche per via della contenuta gradazione alcolica (12,50% in vol.). Non cerca e non vuole complessità, senza perdere i tratti distintivi del Valtellina Superiore: facile ma non banale, il segreto e la bellezza sono esattamente lì.

La cantina storica della Famiglia Balgera

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